Dopo gli anni delle storiche colorazioni Rothmans e Camel nel 1999 la scuderia di Grove si dovette reinventare per accogliere i nuovi brand Winfield e Veltins.

Il sodalizio tra il Team Williams e Camel prima e Rothmans poi ha identificato l’immagine della scuderia per un lungo periodo di tempo tra gli anni 80 e il decennio successivo. Il produttore inglese di tabacco nel 1998 ha deciso di utilizzare la Formula 1 per promuovere un altro dei brand che componevano la sua offerta. Il risultato non fu molto efficace.

Winfield, marchio molto conosciuto in Australia e Nuova Zelanda, aveva e ha uno schema cromatico molto differente dal classico blu bianco e oro che connotava le livree precedenti. La base rossa andava a incrociare nel territorio Ferrari e ciò attirò sulla FW20 critiche che spinsero Williams a prendere una strada diversa per il 1999.

L’intervento di Robert du Toit

Ralf Schumacher in azione con la Williams FW21 al Gran Premio di Australia 1999
Ralf Schumacher in azione con la Williams FW21 al Gran Premio di Australia 1999

Gli uomini di Sir Frank si rivolsero al direttore creativo Robert du Toit per superare il dualismo con la casa di Maranello da cui era uscita piuttosto appannata sia a livello sportivo che visuale. Il progettista sudafricano seguì il suo approccio “globale” alla grafica. Mise mano non solo alla semplice colorazione dell’auto ma aggiornò in maniera significativa gli stilemi della Winfield. Conferì maggiore dinamismo all’insieme, grazie a un uso sapiente delle inclinazioni degli elementi e a un cambio delle loro proporzioni.

Creò una solta di texture il cui obiettivo era quello di enfatizzare il concetto stesso di velocità mediante linee e sfumature che percorrevano l’intera vettura. L’idea veniva dal colore della fiamma: bianco nella parte più calda (il muso) che si trasformava gradualmente prima in giallo, arancio, rosso nelle pance e nella parte posteriore del cofano con un accento finale di azzurro immediatamente davanti agli pneumatici posteriori. I riferimenti al calore e all’energia sottolineavano gli aspetti più viscerali del motorismo come potenza e velocità, donando maggior enfasi al brand.

Sebbene a questo approccio radicale non si sia associato un altrettanto felice esito a livello di prestazioni (la scuderia scivolò fino al quinto posto in classifica dopo il Campionato del Mondo vinto da Jacques Villeneuve solo due anni prima) la FW21 è ricordata con molto più favore rispetto alla sua precorritrice.

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