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Un settore che tendenzialmente viene poco associato alle sponsorizzazioni sportive è quello dell’istruzione e della formazione.

Questo perché tecnicamente in Europa gran parte delle scuole e delle università sono pubbliche. Gli istituti privati o specializzati scelgono di sfruttare altri canali per raggiungere il loro target. Esistono ovviamente delle eccezioni e riguardano principalmente campus o strutture verticali sul settore: scuole di meccanica, ingegneria applicata al motorsport, corsi di laurea in marketing applicato allo sport.

Motorsport USA e Università

Oltreoceano questa tendenza viene assolutamente ribaltata per via della natura stessa del tipo di offerta formativa. Numerose sono infatti le facoltà private e fra esse troviamo una serie di casi di campagne di promozione affidate anche a una presenza nel motorsport. Gli esempi non mancano e coinvolgono una buona parte degli stati del paese. L’impegno sportivo degli atenei statunitensi è ben noto e va a comporre un iter specifico per atleti che differisce in maniera piuttosto marcata da quello europeo e non solo. Mentre però per gli sport “tradizionali” come basket, football, baseball e altro sono proprio le università a disporre degli spazi e delle attrezzature necessarie all’attività e all’allenamento, per quel che concerne le sponsorizzazioni prevale un discorso di notorietà e reputazione. La scelta di un’iniziativa di investimento in una squadra o un pilota si incentra spesso su una logica territoriale: l’ateneo acquista una title sponsorship in occasione della o delle gare che insistono sullo stato in cui è situato o nelle zone più prossime e che potrebbero attirare nuovi iscritti.

In casi specifici è il pilota stesso ad avere un collegamento con la facoltà, che investe sulla sua figura come testimonial: non di rado questi affiancherà al percorso agonistico un iter formativo all’interno di quella realtà. La variegata offerta sportiva che le università propongono porta non di rado a iniziative cross-disciplinari in cui la visibilità offerta dall’evento motoristico viene sfruttata per evidenziare i risultati o il livello degli altri settori atletici dei campus. Il tutto per allargare il possibile bacino di utenza e integrare i rispettivi audience in un panorama più ampio.

Alcuni campionati, su tutti la Nascar, seguono con interesse questa dinamica e anzi la supportano per un molteplice scopo:

  1. aumentare la diversità e l’inclusività demografica e generazionale cercando di attirare schiere di possibili nuovi appassionati e spettatori tra i più giovani
  2. aiutare i team nel reperire investitori in un settore tendenzialmente meno esplorato ma forte di numerosi appoggi e collaborazioni
  3. creare sinergie industriali e commerciali grazie a un “prodotto” più in linea con le tendenze contemporanee
  4. collaborare con enti e aziende per rinsaldare un network che presenti obiettivi comuni
  5. mettere a disposizione delle strutture il proprio apparato tecnico e comunicativo come ambito esperienziale di apprendimento avanzato
  6. accrescere la propria reputazione come interlocutore e intermediario in processi commerciali e industriali.

Vediamo ora una serie di esempi per capire come tali propositi sono stati sfruttati e di come siano parte delle strategie commerciali e sportive di diverse realtà.

  • L’identificazione tra testimonial e prodotto è una delle prerogative di maggior successo in termini di comunicazione e creazione di reputazione. In questo caso l’azienda protagonista ha scelto di supportare una figura che meglio di qualsiasi altra poteva sottolineare lo spirito aziendale. Reskills è infatti una società che si occupa di fornire formazione on line a tutti coloro che desiderino acquisire nuove conoscenze. Il settore principale è quello del cambio di mansione con il corredo di nuove professionalità da apprendere ai fini del loro corretto svolgimento. Per far conoscere al grande pubblico questo servizio la scelta è ricaduta su Frankie Muniz, attore ex vincitore di un Emmy Awards. Da sempre appassionato e corridore part time ha deciso di abbandonare il mondo della recitazione per diventare pilota professionista.
  • Già a partire dalla fine degli anni novanta – 1996, 1999, 2001 – il pilota Sterling Marlin ha guidato vetture che riportavano l’iconica colorazione bianco-arancione della Università del Tennessee. L’occasione era sempre la tappa di Bristol, circuito sede dell’istituto nonchè stato di origine di Marlin.
  • NC State, ateneo del North Carolina, fu tra i primi a fare la sua comparsa su una vettura NASCAR. Era il 1995 e l’auto era quella di Johnny Chapman. In tempi più recenti l’università ha sostenuto il percorso agonistico di un suo studente e pilota, Harrison Rhodes, nella Xfinity Series. Negli stessi anni, 1994,1996,1996, 2005 fu la Florida State University a dar vita a delle partnership per accrescere la popolarità della sua squadra di football, i Seminoles. Primo protagonista fu Jeff McLure nella serie propedeutica ARCA, seguito da Tim Fedewa e Scott Riggs.
  • Nel 2019 la University of Richmond ha sponsorizzato l’auto dello Starcom Racing guidata la Landon Cassill in occasione dell’appuntamento tenutosi al Richmond Raceway. L’iniziativa è stata possibile grazie al contributo della Superior Essex, da tempo partner e fornitore di infrastrutture di telecomunicazione per la facoltà. La vettura è stata esposta all’interno del campus e il pilota ha partecipato a incontri con gli studenti mentre la livrea è stata opera del web designer dell’università.
  • La University of Northwestern Ohio – abbreviato UNOH – prevede uno dei programmi più approfonditi in ambito agonistico nel motorsport. Nei differenti corsi gli studenti possono approfondire tutti gli aspetti più specifici della tecnica e della meccanica automobilistica: dai motori alle trasmissioni, fino alle sperimentazioni sui carburanti. Per preparare i futuri membri di scuderie e squadre di ricerca e sviluppo, la UNOH dispone di un proprio team in cui proprio gli studenti partecipano a gare di accelerazione in varie classi.
  • La Purdue university di indianapolis è una delle pochissime facoltà a presentare corsi direttamente mirati alla creazione di figure di alto profilo in ambito sportivo motoristico. Per rinsaldare questo posizionamento sponsorizza l’auto con cui Helio Castroneves – più volte vincitore della 500 miglia di Indianapolis e vera leggende dello sport – nella categoria SRX, Superstar Racing Experience. Nel 2023 ha inoltre collaborato con il Team Stewart Haas Racing sponsorizzando l’auto numero 4 con cui Ryan Preece ha preso parte alla 200 miglia sull’iconico catino dell’Indiana.
  • In alcuni casi un college può non solo collaborare con una squadra ma anche con altri investitori coinvolti nella campagna sportiva. Ne è un esempio la sinergia tra University of Michigan e Axalta con Hendrick Motorsports. Axalta, marchio che sviluppa prodotti per verniciatura e rivestimenti, ha infatti supportato gli studenti di economia e ingegneria nello sviluppo di progetti dedicati. La livrea dell’auto che ha corso nel 2016 proprio al Michigan International Speedway vestiva una livrea gialla e blu proprio a sancire questa relazione. Non è stata l’unica collaborazione che Axalta ed Hendrick hanno intrapreso a favore del coinvolgimento degli studenti. Nello stesso anno infatti Jeff Gordon ha portato sulla sua numero 24 i colori della Penn State University. L’accordo prevedeva la presenza di ben 100 studenti dell’ateneo della Pennsylvania in pista nel corso del weekend della gara di Pocono. L’idea era di consentire a costoro, provenienti dai settori cosiddetti “STEM” – Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica – e da quelli economici, di seguire i vari professionisti della squadra all’opera durante tutte le operazioni previste. Essendo poi il CEO di Axalta un ex studente ed ex presidente della Texas A&M University, nel 2014 aveva coinvolto il suo ex ateneo in una partnership con protagonista sempre Jeff Gordon e il team Hendrick Motorsport. Una sinergia che permetteva ad alcuni studenti selezionati di prendere parte al week end di gara sul circuito del Texas Motor Speedway oltre a una serie di appuntamenti all’interno del campus dedicati all’intero corpo studentesco. Il tutto senza costi aggiuntivi per l’istituto.
  • Rimanendo il Texas un’altra struttura, la Texas Tech University, ha fatto la sua comparsa sulla vettura del Go Green Racing in occasione della gara al Texas Motor Speedway del 2015. In questo caso il budget necessario è stato il frutto di una raccolta fondi fra ex studenti della facoltà per sostenere le attività sportive del campus.
  • Liberty university segue il pilota William Byron dal suo esordio nelle corse nell’ormai lontano 2014. Dal 2018 Byron corre nella massima serie Nascar e da allora la facoltà ha sponsorizzato almeno 12 gare a stagione (sulle 36 complessive). L’estensione contrattuale del 2021 prevede il mantenimento di tale formula fino al 2026. Byron sta seguendo un corso di laurea in comunicazione strategica proprio all’interno dell’università. Dal canto suo Hendrick Motorsports, il team per cui Byron corre, ricambia il supporto ottenuto fornendo know how ed energie alla Liberty’s School of Enegineering nello sviluppo di tecnologie per le auto elettriche e di un corso di gestione commerciale in campo automotive.
Liberty University liveries 2020-2024

Liberty University liveries 2020-2024

  • Una dinamica simile è quella che vede protagonista il pilota Brandon Brown, laureatosi in comunicazione presso la Coastal Carolina University. L’università ha deciso di supportare per diversi anni consecutivi il suo studente, solitamente in occasione della gara di Darlington, la più prossima in materia territoriale ma anche con spazi più piccoli in altri appuntamenti.
  • Il buon cuore (e il portafoglio) del padre di uno degli studenti della University of the South, conosciuta come Sewanee, ha permesso all’università di godere dell’esposizione derivante dalla presenza sull’auto di Matt DiBenedetto del BK Racing in occasione della gara sul circuito dell’Atlanta Motor Speedway del 2016. L’anno precedente lo stesso Di Benedetto aveva corso con un’auto sponsorizzata dalla James Madison University.
  • Nel 2018 la Lock Haven University della Pennsylvania ha sponsorizzato l’auto dello StarCom Racing in occasione delle 2 gare che si sono tenute sul triovale dello stato. Le auto protagoniste sono state la 00 e la 99, pilotate da Landon Cassill. In entrambe le occasioni l’associazione degli ex studenti della struttura era presente in pista per accogliere curiosi e potenziali interessati.
  • Virginia State University e Winston-Salem State University hanno congiunto I loro sforzi per una causa molto particolare su un tema ancora attuale negli Stati Uniti. Le due facoltà fanno parte infatti del gruppo delle HBCU – Historically black colleges and universities, ovvero le università storicamente afroamericane. Al fine di promuovere l’ascesa sportiva e sociale dei propri iscritti le 2 realtà hanno sponsorizzato nel 2022 l’esordio di un iscritto al secondo anno della Winston Salem State University, l’allora ventenne Rajah Caruth, nella serie cadetta Nascar – la Xfinity Series – proprio sul circuito di Richmond in Virginia. A quella data Caruth era solamente il terzo pilota di colore mai comparso nella serie. Per l’occasione la sua Chevrolet Camaro del team Alpha Prime Racing ha vestito i colori della VSU.
  • Nel 2023 Rajah Caruth è stato al centro di un’altra sinergia: quella tra la New College Institute e la Wendell Scott Foundation. La collaborazione tra questa struttura statale e la fondazione creata in onore del primo pilota afroamericano a vincere una gara nella massima categoria della Nascar è volta a garantire opportunità formative e sportive agli studenti e agli sportivi più meritevoli. Il suo truck ha vestito i loghi della NCU e del suo programma “Camp Cultivation” in occasione della gara di Richmond.
  • Quello del supporto alla diversità e all’inclusione è un proposito che l’organizzazione condivide con molti dei brand impegnati a sostenere gli attori della serie. nel 2021 FedEx, la riconosciuta azienda di logistica, ha presentato una livrea speciale per la gara di Daytona. La campagna “Shaping Black Futures” sottolineava il supporto ad alcune importanti università HBCU. La scritta campeggiava sul cofano anteriore mentre sulla coda della Toyota Camry erano riportati i loghi di 4 istituti: Jackson State University, Tennessee State University, Mississippi Valley State University e  LeMoyne- Owen College. FedEx ha utilizzato l’esposizione mediatica della gara per rinsaldare il proprio storico appoggio alle facoltà rivolte agli studenti afroamericani confermando un nuovo investimento di 5 milioni di dollari in programmi specifici.
  • Rimanendo in ambito HBCU, un’altra realtà, la Grambling State University, ha fatto la sua comparsa in grande stile per la prima gara della stagione Nascar 2022, la 500 Miglia di Daytona. La vettura numero 44 del NY Racing Team ha vestito una intrigante livrea nero-oro tigrata con bene visibili la “G” e le insegne dell’ateneo. Tra gli sponsor anche HBCU League Pass Plus, un network streaming che trasmette contenuti di sport delle università afroamericane. Lo stesso proprietario del Team NY è un ex studente della Grambling e in quanto afroamericano è impegnato a 360 gradi nella promozione dell’espansione demografica e della rappresentatività della diversità all’interno del campionato. Quanto avvenuto con la facoltà facente parte del network delle Università dello stato della Louisiana si è presto ripetuto con un’altra struttura, lo Stillman College dell’Alabama. Stillman ha infatti siglato una partnership con la Urban Edge Network, azienda partner del NY Racing Team grazie alla quale gli eventi della facoltà rientrano in quelli coperti dal broadcast HBCU League Pass Plus. Sulla stessa lunghezza d’onda è stata la partnership con la Florida A&M University, abbreviata “FAMU”, la cui livrea ha caratterizzato la gara di Las Vegas del 6 marzo 2022. Ultima di questa serie di collaborazioni è stato il Morehouse College, la più grande università maschile afroamericana di tutti gli Stati Uniti. Un modo per far incontrare due eccellenze dei rispettivi settori – Nascar nello sport e Morehouse nella formazione – per espandere i rispettivi bacini di utenza. L’auto numero 44 con il tricolore Rosso-bianco-nero e l’iconica “M” sul cofano ha preso parte alla gara di Talladega.
NY Racing Team HBCU liveries

NY Racing Team HBCU liveries

  • Talvolta la sponsorizzazione può essere utile nel comunicare un progetto specifico. È quanto ha fatto la Colorado State University – CSU – affiancando Stewart Haas Racing nel 2019. L’auto numero 14 di Clint Bowyer presentava infatti una livrea bianco-verde con in bella vista il logo One Cure, il nome e filosofia sotto cui opera il CSU Animal Cancer Center. Come suggerisce il nome questo centro si occupa dell’assistenza e della ricerca di cure per animali affetti da queste patologie. La colorazione ospitava infatti anche le foto di due cani che hanno attraversato un percorso di cura. Lo spirito della sponsorizzazione era la corsa verso una cura.
  • L’Ivy Tech Community College è uno degli istituti più importanti dello stato dell’Indiana e nel 2014 ha sponsorizzato l’auto del rookie Sage Karam del Team Ganassi in occasione proprio della 500 Miglia di Indianapolis. L’università dispone di un Automotive Technology Center dove gli studenti possono perfezionarsi all’interno di un percorso di studi incentrato sul motorsport.
  • Era il 2011 quando la Bradley University ha sponsorizzato l’auto del Max Q Motorsports per l’appuntamento “di casa” al Chicagoland Speedway. L’ateneo è infatti sito nell’Illinois e la collaborazione prevedeva che 20 studenti selezionati potessero affiancare la squadra nelle sue operazioni in pista per poter fare esperienza in uno scenario lavorativo reale e sfidante.

Un’altra dinamica piuttosto comune nel panorama motoristico a stelle e strisce è il supporto interdisciplinare.

Le divisioni agonistiche delle università, siano esse di basket, calcio, football o altro utilizzano l’esposizione derivante dall’essere presenti in maniera massiccia su un’auto da gara per espandere la propria notorietà. Tali iniziative hanno luogo spesso in occasione della conquista di campionati o trofei a suggellare tali successi.

  • È il caso della Clemson University per la conquista del campionato di football universitario del 2015: la squadra beneficiaria dell’operazione è stata la Rick Ware Racing e il tracciato quello di Pocono. Sempre la Clemson ha sponsorizzato l’auto di Cody Ware nel 2017 in 2 appuntamenti per festeggiare il campionato vinto anche nel 2016. Lo stesso team ha poi ripetuto una dinamica simile nel 2017 con la East Carolina University e i suoi Pirates sia sulla pista di Dover che quella di Indianapolis.
  • Kyle Busch ha “vestito” i colori della Appalachian State University sia nel 2019 che nel 2020, nella Cup Series prima e in seguito nella Xfinity Series, dove peraltro vinse la gara al Charlotte Motor Speedway, in Nord Carolina, sede dell’Università. Tra i motivi che hanno permesso la realizzazione della sinergia il fatto che il nipote del proprietario del team Joe Gibbs, fosse all’epoca uno studente e un giocatore della squadra di Football della App State.
  • Nel 2013 era stato il Michael Waltrip Racing a proporre il marchio celebrativo della vittoria della Florida State University ai campionati nazionali di Football sulla Toyota Camry di Brian Vickers. Lo stesso team ha fatto lo stesso con l’Università dell’Alabama e i suoi Alabama Crimson Tide vincitori dell’NCAA (National Collegiate Athletic Association) del 2012.
  • La presenza di ex studenti o membri di una facoltà tra le figuri apicali di un team rappresenta spesso un ponte attraverso cui instaurare le sinergie che stiamo analizzando in questo articolo. Ad esempio il Team BK sports annovera fra i suoi proprietari Ron Devine, ex membro del comitato interno della James Madison University: questo e altri fattori di interesse reciproco hanno consentito di avere al via della gara di Richmond del 2015 una vettura interamente contraddistinta dal viola e oro della JMU.
  • Già nel 2002 la University of Kansas aveva decorato l’intera vettura di Casey Mears con le se insegne e il grande simbolo della sua squadra, i Jayhaws, sul cofano.
  • L’Università del Sud Carolina ha utilizzato il canale del motorsport per promuovere il suo campus virtuale, Carolina Online. La sponsorizzazione ha riguardato la vettura della Parreta Autosport guidata da Simona de Silvestro alla 500 Miglia di Indianapolis del 2021. Questa iniziativa ha suggellato inoltre l’accordo a lungo termine tra la facoltà e la NTT Indycar Series di cui è divenuta il partner ufficiale per l’educazione universitaria. L’impegno di estendere il più possibile l’offerta formativa di alto livello si è associata alla volontà di offrire maggiori possibilità alle donne in uno sport prettamente maschile. Ciò è stato possibile legandosi a una squadra a conduzione femminile, con una donna pilota e uno staff tecnico composto in gran parte da ragazze. Pochi anni prima lo stesso ateneo si era legato alla Bolen Motorsport, formazione guidata da un suo ex studente, per supportare le proprie squadre maschili e femminili impegnate nelle fasi finali della National Collegiate Athletic Association. Il truck di Ross Chastain riportava le vistose insegne dei Gamecock, il nome delle compagini dell’università.
  • Nel 2013 Jamie McMurray ha Corso (e vinto) la gara di Talladega, in Alabama, portando sul cofano il logo della Auburn University. La partnership si affiancava al logo di Cessna, sponsor del Team Ganassi in quella stagione e azienda impegnata in collaborazioni proprio con l’ateneo locale. Nello stesso anno e sullo stesso circuito – ma nella prima delle due gare annuali, tenutasi in primavera – Michael Waltrip aveva portato in gara una Toyota con una livrea commemorativa della vittoria del campionato BSC da parte dell’Università dell’Alabama. Questo anche grazie al fatto che il main sponsor Aaron’s è stato a lungo tempo un investitore del team e del programma atletico della facoltà. Curiosamente la stessa iniziativa aveva avuto luogo l’anno precedente in virtù dei due successi consecutivi della squadra dei Crimson Tide. Il 2013 ha visto anche la comparsa del logo della Università di Louisville e dei suoi Cardinals, vincitori del campionato maschile di basket universitario
  • In tempi più recenti (2023) la University of Alabama è stata protagonista di un programma davvero particolare: la Nascar stesso ha deciso di pagare il dipartimento sportivo della facoltà per diventare sponsor della serie. Questo perché, secondo uno studio approfondito, le due gare annuali tenutesi nello stato muovono un giro di affari di ben 420 milioni di dollari. La collaborazione con una delle più importanti squadre locali, molto seguita nel panorama del football universitario, ha permesso all’organizzazione motoristica di entrare in numerosi canali così da estendere ulteriormente il suo raggio di azione.
  • C’è chi ha addirittura creato un vero e proprio team per permettere ai propri laureandi di mettere in pratica tutte le teorie affrontate durante i percorsi di studio. Parliamo della University of Wolverhampton il cui UWR – University of Wolverhampton Racing – è impegnato su più fronti con decine di giovani tecnici coinvolti. Formula 3, Formula 2000 e le Morgan del monomarca ufficiale della casa inglese sono alcuni dei fronti su cui questa entità è impegnata.
  • i cosiddetti Alumni, ovvero gli ex studenti dei corsi universitari, mantengono spesso un forte legame con le strutture che li hanno formati, attraverso associazioni e fondazioni. il caso della KSDT va però oltre. Quest’azienda contabile che occupa quasi 150 persone è infatti nata dalle iniziali dei fondatori, Kabat, Schertzer, De La Torre, Taraboulos: in onore del loro trascorso nel 2019 hanno deciso di sponsorizzare la vettura di Garrett Smithley del JD Motorsports per la gara finale della Xfinity Series, sul circuito di Homestead a Miami. Oltre al logo della loro compagnia erano infatti ben visibili i marchi della FIU, la .
  • Nel 2018 il Rooster Hall Racing Team ha intrapreso una collaborazione con la West Virginia University per promuovere un percorso attivo di coinvolgimento degli studenti più meritevoli nelle attività tecniche in pista. Cioè è stato reso possibile attraverso un programma di donazioni con cui le famiglie hanno supportato le attività sportive dell’ateneo nella Formula SAE. La BMW M235iR ha quindi disputato la stagione 2018 del Pirelli World Challenge Touring Car sotto le insegne della facoltà. La storia di questa Università nel mondo dei motori però non si ferma qui: dal 2014 al 2016 infatti Travis Braden ha corso con la caratteristica livrea giallo-blu nella Arca Series, uno dei campionati minori della Nascar.
  • Rimanendo in Virginia, questa volta la Virginia Tech University nel 2016 ha stretto un accordo con Il Wood Brothers Racing per promuovere il suo Virginia Tech Athletics Department. La joint venture mira a esaltare sia il programma formativo che quello sportivo. Anche in questo caso i fratelli Wood godevano di rapporti di amicizia con alcuni dei coach all’interno della facoltà e la figlia di uno dei proprietari era studente. La Ford numero 21 di Ryan Blaney ha vestito le insegne dell’università negli appuntamenti di Bristol e Martinsville.
  • Nel 2015 un benefattore ha supportato la presenza della Louisiana Tech University a bordo dell’auto del Roulo Brothers Racing team nel Campionato Arca. Il suo obiettivo: quello di portare ulteriore notorietà all’istituto dello stato.
  • Gli Oregon Ducks, la squadra della omonima Università, hanno vestito un’auto Nascar nel 2003 e nel 2012 con il loro tipico abbinamento giallo-verde.

Offline e Online

Anche online l’esposizione universitaria non si ferma. La NASCAR ha infatti dato il via qualche anno fa a un vero e proprio campionato online dedicato all’ambito universitario degli e-sports. Il nome di questo progettto è NASCAR College iRacing Series e sfrutta la collaborazione con la più grande organizzazione universitaria di e-sports del Nord America, NACE Starleague (National Association of Collegiate Esports). A fornire supporto all’iniziativa Xfinity, Coca-Cola, Logitech, Playseat e Southern Computer Warehouse. Basata su un torneo di 4 gare, mira a espandere ulteriormente la popolarità del motorsport fra gli studenti di tutto il paese, dando la possibilità a decina di migliaia di aspiranti piloti virtuali di vivere l’esperienza delle gare ed entrare in contatto con questo mondo.

Attorno alla serie si è generato grande interesse e a renderla ancora più appetibile è il fatto che i partecipanti sviluppino livree dedicate con i colori del proprio ateneo: le gare, che possono essere seguite direttamente dal sito principale dell’organizzazione, diventano quindi avvincenti sfide tra decine di veicoli ognuno contraddistinto da colori, loghi e mascotte delle principali università statunitensi.

Formula SAE e Formula Student

Va detto che le università stesse usano le competizioni come area di sperimentazione per lavorare sulle tecnologie e offrire agli studenti degli ambiti reali in cui testare idee e capacità. A tal proposito è attiva dal 1981 la cosiddetta Formula S.A.E. (poiché istituita Society of Automotive Engineers) che a partire dalla Germania è stata poi ribattezzata Formula Student con una serie di declinazioni locali. L’idea alla base è quella che ogni ateneo (sono 700 in tutto il mondo quelli iscritti) debba sviluppare un programma agonistico che spazia tra progettazione, costruzione, gestione sportiva ed economica, presentazione e promozione di un auto da corsa così che ogni area didattica sia coinvolta nel processo.

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